mercoledì 18 gennaio 2012

La casa dei sette cadaveri

VOTO: 5





La casa dei sette cadaveri - Jefferson Farjeon - 1939

Questo è stato il secondo libro che ho comprato della Polillo. Spulciando su Amazon ero rimasta affascinata dalla trama:

Ted Lyte è un ladruncolo molto sfortunato. Abituato a sbarcare il lunario con piccoli furti e borseggi, per una volta ha deciso di puntare in alto e di introdursi in una villa sulla costa dell’Essex. Ma lo spettacolo che si trova davanti è così spaventoso che per poco non impazzisce: sette persone – sei uomini e una donna – giacciono privi di vita nel salotto dell’abitazione. Ted fugge a gambe levate, ma viene subito acciuffato da Thomas Hazeldean, un giornalista freelance appena approdato nei paraggi con il suo amato yacht. L’ispettore Kendall, accompagnato sul posto dallo stesso Hazeldean, trova un biglietto che lascerebbe pensare a un suicidio collettivo: una soluzione fin troppo facile per il numero di interrogativi che il caso solleva. Chi erano costoro? Da dove venivano? E, soprattutto, perché si erano riuniti lì? Forse i due abitanti della casa, un certo Fenner e la sua giovane nipote Dora, potrebbero gettare un po’ di luce sulla vicenda, ma a quanto pare sono partiti in tutta fretta verso una destinazione ignota. E più il salotto viene esaminato più particolari curiosi emergono: un ritratto a olio trapassato da una pallottola, una misteriosa palla da cricket appoggiata sopra un vaso da fiori, un indecifrabile indirizzo scritto in punto di morte da uno dei presunti suicidi… Un mystery del 1939 finora inedito in Italia che tiene col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Non mi ha fatto impazzire. La trama non è male ma...c'è quel ma. Anzi, ce ne sono due.
Il primo riguarda la traduzione: non mi è piaciuta affatto, in alcuni punti la trovavo forzata...non so bene come spiegarlo ma uno se ne accorge se qualcosa non va e il testo non scorre bene.
Il secondo riguarda me: il fatto di aver letto centinaia di gialli può essere un grosso limite ed è questo che probabilmente mi ha impedito di apprezzare il libro. Ho capito tutto troppo presto perché l'antefatto che conduce al resto è stato troppo utilizzato in letteratura, da Sherlock Holmes in poi. Non posso dire altro per evitare spoiler ma se hai letto tutto Doyle e un qualsiasi altro autore dell'epoca d'oro, ti aspetti tutto quello che accade nel libro, soluzione compresa.
No, non lo consiglio ai giallisti di esperienza per ovvi motivi, ma nemmeno ai neofiti perché di libri simili ma migliori ce ne sono a iosa.

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